Congiuntura
Il quadro economico bolognese al 31/12/25
I segnali di assestamento registrati negli ultimi tre mesi dell’anno confermano un 2025 difficile per l’economia bolognese: tra ottobre e dicembre leggermente positiva la produzione, +0,8%, stabile il fatturato, in flessione gli ordini, -1,0%, frenano i mercati esteri, -0,7% il fatturato, -1,7% la domanda estera. Non fanno meglio metalmeccanica e packaging, in cui l’unico segnale positivo sembra essere il +2,4% della domanda estera. Ultimo scorcio d’anno positivo per il comparto edile, +3,1%, si fermano invece il settore turistico e le vendite del commercio al dettaglio, che non vanno oltre una crescita di qualche decimo di punto, +0,3% e +0,2% rispettivamente tra ottobre e dicembre.
Si chiude così un anno con pochi punti di riferimento, segnato dalla frenata del mercato interno e dal minor sostegno proveniente dal contesto internazionale: attorno al -0,4% la flessione di produzione e ordinativi, nessuna variazione per il fatturato, il -0,6% della domanda estera evidenzia le difficoltà del contesto internazionale, dove il fatturato trova respiro, +0,3%, solo attraverso politiche di prezzo.
Flessione su dinamiche pressoché doppie per la metalmeccanica, dove produzione, fatturato e ordinativi registrano un calo vicino al punto %. In flessione anche i mercati esteri, con variazioni tra il -2% del fatturato e il -3% della domanda estera.
Segnali di incertezza dal comparto del packaging, con il +0,5% complessivo della produzione, ma con fatturato, -0,3%, e ordini, -2,2%, in territorio negativo, e un mercato internazionale che registra dinamiche altalenanti, tra il +2,0% delle vendite e il -0,6% della domanda estera.
Si assesta a un complessivo +0,6% il volume d’affari nel settore edile, in cui rallenta la componente artigianale (-0,7%), ma migliora la parte cooperativa (+1,4%).
Tiene il mercato interno del comparto dell’artigianato, con produzione, fatturato e ordinativi in crescita nell’ordine di qualche decimo di punto, rallentano i mercati esteri, tra il -1,7% del fatturato e il -1,5% della domanda estera.
La cooperazione chiude l’anno con produzione, fatturato e ordinativi in crescita, tra il +1% e il +2%, e con una sostanziale tenuta dei mercati esteri.
Solo indicatori positivi, anche se tutti limitati ad una crescita vicina al punto percentuale, per il comparto dell’industria alimentare.
Nei servizi la variazione del volume d’affari in corso d’anno è stata del -0,7%.
In calo il commercio al dettaglio, -0,3%, nonostante la leggera ripresa degli ultimi trimestri: rallentano, con variazioni che non vanno oltre il punto percentuale, sia il comparto alimentare che quello non alimentare, tiene la grande distribuzione, +2,1%. Sostanzialmente stabile il commercio all’ingrosso, con un complessivo +0,1%.
Frenano le attività turistiche, che chiudono l’anno con un -0,7%, dovuto unicamente al -1,4% del volume d’affari della ristorazione; +1,7% invece per le strutture ricettive, vicine al +4% le agenzie di viaggio.
Gli scenari di previsione formulati da Prometeia per l’area metropolitana di Bologna a gennaio 2026 stimano una crescita dell’economia bolognese per il 2025 del +1,0%, in rialzo rispetto a quanto ipotizzato solo tre mesi fa (+0,7% le stime a ottobre scorso), e di qualche decimo di punto superiore ai risultati regionali e nazionali (entrambi attorno al +0,6%).
E la crescita per il 2026 si confermerebbe sullo stesso livello, +0,9%, ancora leggermente superiore sia al dato regionale (+0,8%) che a quello nazionale (+0,7%).
Le dinamiche di interscambio con l’estero, indebolite nel corso del 2025 dalle tensioni internazionali fino ad un complessivo -1,2%, potrebbero assestarsi nell’anno in corso (stimato un +0,2%). Il 2025 ha visto un progressivo affievolimento delle dinamiche del reddito (+4,2%), ma un lento recupero di consumi (+2,7%), e occupazione (+1,7%), destinati peraltro ad assestarsi nel corso del 2026, frenati dalle incertezze sul futuro e dalle difficoltà di incontro tra domanda ed offerta sul mercato del lavoro. Il 2025 si sarebbe chiuso con un tasso di disoccupazione attorno al 4%, leggermente meglio il 3,7 stimato per il 2026.
La crescita delle costruzioni, +2,5% stimato per il 2025, si esaurirebbe in corso d’anno (-0,2% il 2026), mentre l’attività industriale bolognese sembrerebbe tenere, con un +1,4% stimato per il 2025 ed un +0,9% per il 2026. I servizi chiuderebbero invece il 2025 con un +0,6%, che si consoliderebbe in corso d’anno attorno a un +1,0%. In recupero il settore agricolo, che passerebbe dal +0,2% del 2025 al +6,2% ipotizzato per l’anno in corso.
Questi gli scenari formulati da Prometeia a gennaio 2026 per l’area metropolitana di Bologna, corredati da informazioni sul quadro internazionale e sulle prospettive dell'economia italiana e regionale, per il triennio 2025-2027. Disponibili gli andamenti del pil totale e del valore aggiunto per settore, delle esportazioni, dell'occupazione totale e per settore ed altri indicatori connessi.
Il valore delle esportazioni bolognesi nel 2025 secondo le rilevazioni Istat rielaborate dall’Ufficio Statistica della Camera di commercio è di oltre 20,4 miliardi di euro, con un incremento del +2,1% rispetto al 2024. Una crescita superiore al +1,3% registrato a livello regionale, ma inferiore al +3,3% dell'export nazionale.
Contestualmente, le importazioni totali sono aumentate del +1,6%, segnale rilevante, data l'operatività della manifattura bolognese basata sulla trasformazione di materie prime e semilavorati.
Andamento settoriale
Il settore manifatturiero, che genera oltre il 98% delle esportazioni bolognesi, ha registrato una crescita limitata al +1,7%, di poco inferiore all'andamento complessivo. Si è osservata una crescita sostenuta nelle vendite di prodotti petroliferi (+48%), farmaceutici (+20%), e in legno (+12%), si è verificato invece un rallentamento per i prodotti alimentari, che hanno segnato un -1%. Il settore della meccanica è complessivamente in fase di assestamento, registrando un +0,3% annuale. Il calo del -2,6% dei mezzi di trasporto è compensato dal complessivo +1,7% delle vendite dei macchinari, che definiscono quasi un terzo delle vendite all'estero bolognesi.
Principali mercati di destinazione
Gli Stati Uniti si confermano la principale meta della manifattura bolognese oltre confine, ma hanno perso in corso d’anno un -2,4%. Le vendite sul mercato tedesco sono ripartite con un +13%, mentre il mercato francese è rimasto stabile. Si è registrato un significativo rallentamento nelle vendite verso il Regno Unito (-10%) e la Russia (-22%). Anche il mercato asiatico è risultato fiacco, fermandosi a un complessivo +0,4%, segnato dal concomitante assestamento dei principali mercati orientali di Cina (sostanzialmente stabile) e Giappone (-0,4%).
L'export tra ottobre e dicembre
Il saldo commerciale degli ultimi tre mesi dell’anno si chiude con un valore vicino ai 2,4 miliardi di euro, frutto di un aumento delle vendite all'estero del +4,1% e di un aumento degli acquisti del +5,1%.
Rispetto all’analogo trimestre del 2024, si è osservata una crescita nelle vendite di prodotti alimentari (+10%), petroliferi (+80%), e in legno (+26%). Al contrario, le vendite di abbigliamento sono diminuite del -2%. Buona la performance della meccanica, con una crescita complessiva del +3,4%: in crescita i macchinari, +5,1% nei tre mesi, e in recupero, con un +1% complessivo, i mezzi di trasporto.
Tra i primi dieci partner delle imprese bolognesi, si è verificato un aumento delle vendite in Germania (+28%) e in Francia (+10%). Le vendite hanno tenuto negli Stati Uniti (+1,6%) e rallentato nel Regno Unito (-23%). In calo anche l’interscambio sui mercati asiatici, nei quali si perde un complessivo -7%.



