
Le dinamiche dell’anagrafe imprenditoriale bolognese fanno registrare nei primi tre mesi del 2026 un bilancio positivo di +54 attività, pari a un tasso di crescita del +0,06%, risultato comunque positivo, tenuto conto che il primo trimestre dell’anno riflette tradizionalmente l’accumularsi di cessazioni contabilizzate a gennaio, ma riferibili in realtà agli ultimi giorni dell’anno precedente.
Sono 1.810 le iscrizioni contabilizzate tra gennaio e marzo, a cui si affiancano 1.756 chiusure d’impresa. Ma se alle effettive cessazioni di attività vengono sommate le 267 unità cessate d’ufficio a seguito delle attività amministrative del Registro Imprese sulle aziende ancora iscritte, ma non più realmente operanti da tempo, si osserva un’ulteriore contrazione dello stock imprenditoriale, che passa dalle 90.392 imprese di fine 2025 alle 90.183, di cui 80.584 attive, registrate a fine marzo 2026.
Lo stock complessivo, sostenuto dalle 25.239 unità locali presenti, si assesta a fine trimestre sulle 115.422 unità.
Bologna fa comunque meglio della media emiliano romagnola, che si assesta sul -0,11%. Stabile anche l’andamento registrato a livello nazionale, dove in questi tre mesi la variazione è stata del +0,01%.
L’analisi settoriale - che adotta da inizio anno la nuova classificazione delle attività economiche ATECO 2025 - conferma la progressiva trasformazione del tessuto bolognese: crescono le attività finanziarie e assicurative (+55 unità nei tre mesi), quelle immobiliari (+16) e professionali (+36), ma anche i servizi di alloggio e ristorazione (+4).
Diminuiscono invece le attività nei settori più tradizionali: 96 attività in meno nel settore manifatturiero, 83 in meno nelle costruzioni. Difficoltà anche per commercio (-254 attività) e trasporti (-18).
In calo anche agricoltura e pesca (-98 attività).
Prosegue la crescita delle società di capitale, 238 in più nei tre mesi. In rallentamento tutte le altre forme giuridiche: 19 attività in meno tra cooperative e consorzi, 97 in meno nelle società di persone e oltre 1.160 ditte individuali chiuse tra gennaio e marzo.
In rallentamento la componente artigiana, che a Bologna rappresenta quasi un’impresa su tre, e che ha chiuso il periodo con un saldo negativo di -76 imprese (566 le iscrizioni di nuove imprese contro 642 cessazioni).



