LE PROFESSIONI RICHIESTE DALLE IMPRESE NEL 2025 [1]

Nel 2025 le imprese bolognesi hanno previsto 110.780 entrate di lavoratori, il 4% in meno dello scorso anno (erano 115.420).
Su 100 imprese, 66 hanno avuto in programma la ricerca di nuovo personale.
I settori di attività
Le entrate previste si concentreranno per il 73% nei servizi (80.950), il 24% nell’industria (26.350) e solo il 3% nell’agricoltura (3.490). I settori che hanno previsto più entrate sono gli stessi dello scorso anno e sono tutti nel terziario:
- Turismo: 21.950
- Commercio: 15.860
- Altri Servizi: 9.950
Le principali caratteristiche
Il 53% delle entrate programmate è stato considerato di difficile reperimento, stessa quota del 2024. La motivazione principalmente indicata dalle imprese è la “mancanza di candidati” per il 34% delle entrate, seguita dalla “preparazione inadeguata” con il 15%.
Le difficoltà di reperimento sono più frequenti nell’industria della carta e stampa (66% del totale), nelle costruzioni (65%) e nel turismo (65%).
Al contrario, le assunzioni risultano più agevoli nelle industrie alimentari (38%) e nel commercio (38%).
Al 24% dei nuovi assunti è stata richiesta un'esperienza nella professione (20% in Italia), mentre al 37% un'esperienza nel settore in cui opera l'azienda (43% in Italia).
La frequenza con cui le imprese richiedono una precedente esperienza specifica varia però in misura significativa da settore a settore, con un massimo dell’82% negli altri servizi.
Le opportunità per i giovani hanno riguardato fino al 30% delle entrate previste nel 2025 nella provincia di Bologna (lo scorso anno era il 31%): i settori che richiedono più giovani come quota sul totale sono i servizi avanzati di supporto alle imprese (46%), mentre in valore assoluto sono il turismo (circa 7.400 entrate) ed il commercio (circa 6.100).
La quota di assunzioni riservata alle donne è il 19% (stabile rispetto al 2024). I valori più alti sono nelle industrie tessili (60%) e nel turismo (29%): in quest’ultimo settore si registra anche il massimo di entrate femminili (circa 8.200).
In provincia, le entrate previste di lavoratori non europei si attestano al 29% del totale, circa 32.000.
Per quanto riguarda le competenze "trasversali" (non specifiche della professione), quelle che le imprese bolognesi considerano più importanti quando assumono personale sono la flessibilità ed adattamento e la capacità di lavorare in gruppo, indicate come “di elevata importanza” per oltre la metà delle assunzioni programmate.
Le imprese che nel 2025 hanno effettuato o intendono effettuare attività di formazione mediante corsi specifici per il personale dipendente sono state il 32% (Italia: 28%), quelle che nel 2024 hanno ospitato tirocini il 15% (Italia: 12%): la quota di tirocinanti assunta è stata del 25%.
Le professioni
Il livello di professionalità del personale in ingresso ricercato dalle imprese bolognesi è stato:
- 21% high skill, cioè dirigenti, specialisti e tecnici, (23.400 unità);
- 39% medium skills, impiegati e professioni qualificate in commercio e servizi (42.670);
- 40% low skills, operai, conduttori e non qualificati (44.710).
Le professioni più richieste sono le stesse dell’anno scorso:
- esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione (18.370 unità),
- personale non qualificato nei servizi di pulizia (9.180)
- addetti alle vendite (9.130).
Le imprese segnalano però per gli esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione una difficoltà di reperimento superiore alla media (67%), mentre gli addetti alla vendita sono più “facili” da trovare (27%).
Tra tutte le altre professioni, si rilevano le difficoltà di reperimento più alte per tre figure di cui una è high skill:
- Operai addetti a macchinari dell'industria tessile e delle confezioni (89%)
- Conduttori convogli ferroviari e manovratori veicoli su rotaie e impianti a fune (89%)
- Specialisti nelle scienze della vita (83%).
I titoli di studio
I laureati, chi ha scelto l’istruzione tecnica superiore e i diplomati nel loro insieme detengono circa il 43% delle entrate programmate nella provincia per il 2025.
Il 15% riguarderanno laureati (16.520 unità): di questi circa un terzo con una laurea ad indirizzo economico (4.900).
Solo il 2% delle entrate sarà personale con un’istruzione tecnica superiore (ITS Academy) (2.430 unità), più della metà nei due indirizzi “Meccatronica” e “Servizi alle imprese e agli enti senza fine di lucro”.
Il 26% sarà rivolto a diplomati della scuola secondaria superiore (28.400 unità), in particolare 8.510 per quelli che hanno scelto un indirizzo amministrazione, finanza e marketing.
Le assunzioni di persone in possesso di qualifica di formazione o diploma professionale si sono attestate al 39% (43.160 unità) e gli indirizzi più richiesti sono ristorazione (11.290) e logistica (5.730).
Il restante 18% è stato rivolto a figure alle quali non è stata richiesta una formazione scolastica specifica (20.270 unità).
I contratti
L’80% dei contratti proposti riguardano i lavoratori dipendenti, di cui il 51% a tempo determinato e il 19% a tempo indeterminato.
Il 20% invece è per lavoratori non alle dipendenze, in particolare il 14% in somministrazione ed il 6% per collaboratori.
Le previsioni occupazionali delle imprese bolognesi sono rilevate dal sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.
Data Notizia:
2026-01-20
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